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| Nel 1933 a Milano prese vita il Gruppo Femminile Calcistico, primo club di calcio femminile organizzato; le ragazze scendevano nel rettangolo da gioco indossando delle sottane. Ma l'attività durò solo circa 3 mesi perché, uscita notizia sul Calcio Illustrato[1] che pubblicò metà pagina con le foto delle ragazze milanesi, in diverse città sorsero altre squadre di ragazze. La F.I.G.C., per evitare che il "fenomeno" prendesse piede, impedì alle donne con pretesti formali (mancato tesseramento, copertura assicurativa e mancanza di campi sportivi adeguati) la possibilità di giocare un torneo proprio dirottando le calciatrici in vari sport atletici.[2] Nel 1946 nascono a Trieste due squadre: la Triestina e il San Giusto. Quattro anni dopo a Napoli diverse società del panorama calcistico nazionale danno vita all'Associazione Italiana Calcio Femminile. Si va avanti fino al 1959, quando viene sciolta l'A.I.C.F., ma nonostante ciò si continua a giocare senza un campionato ufficiale. Nel 1968 nasce la Federazione Italiana Calcio Femminile : viene disputato il campionato italiano a due gironi da cinque squadre e nella finale di Pisa viene assegnato il primo scudetto alla formazione del Genova, che ha avuto la meglio sulla Roma. Questa situazione di stabilità dura solo due anni, infatti il 31 gennaio 1970 dieci società decidono di abbandonare la F.I.C.F. e firmano l'atto costitutivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio Femminile (F.I.G.C.F.) con Presidente Aleandro Franchi. Nel 1972 avviene il ricongiungimento delle due federazioni sotto il nome di Federazione Femminile Italiana Unificata Giuoco Calcio, preludio dell'ingresso nella FIGC che avverrà nel 1986 : si parte con un campionato a 45 squadre suddiviso in quattro gironi. Dopo un tentativo mancato di affiliazione alla FIGC avvenuto nel 1970 il movimento femminile cresce vertiginosamente nel suo isolamento, isolamento che comporta anche molti vantaggi in fatto di agevolazioni per le trasferte ed i pernottamenti. Inaugurata una Serie C a carattere interregionale, nel 1978 vengono poste le basi per lo sviluppo delle categorie giovanili inaugurando nel 1979 il campionato delle esordienti in ambito regionale. Ma è soltanto nel 1986 che il calcio femminile perde la sua autonomia ed entra nei ranghi della FIGC. Inserita in ambito Lega Nazionale Dilettanti, a partire dal 1987 vengono costituite varie commissioni per studiare norme ad hoc per lo sviluppo del calcio femminile e nel 1989 viene nominato il primo presidente Maurizio Foroni. Il primo maggio 1997 le società di serie A e nominano il presidente della Divisione Calcio Femminile nella persona di Natalina Ceraso Levati. L'attività a carattere nazionale si articola così: serie A con 16 squadre partecipanti e girone unico; serie B con 14 squadre divise in tre gironi. Viene istituita la Super Coppa da disputarsi fra la vincente la Coppa Italia ed il campionato di serie A. Proseguendo nell'opera di sviluppo, nel 1998, le società partecipanti alla serie B vengono suddivise in 4 gironi di 12 squadre con play-off finali per individuare le tre vincenti che accederanno alla serie A.Viene poi istituito il torneo Under 14 per rappresentative regionali con atlete partecipanti ai tornei pulcini, esordienti, giovani calciatrici per incrementare il numero delle praticanti. |
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